Autore: Alessia Evangelista
Il Presidente Prato lo ha accolto ringraziandolo per la sua disponibilità e sottolineando quanto per gli associati fosse motivo di orgoglio poterlo ascoltare. Il Presidente ha definito il 2020 un anno tragico per la Sezione di Lecce, a causa della scomparsa di Daniele De Santis e della perdita di Oronzo Rizzo e di Antonio Casaluci, ex Presidente di Sezione.
Ha quindi auspicato che il 2021 possa essere un anno migliore e ha sottolineato che la governance sezionale si sta impegnando al massimo per iniziare con la necessaria motivazione, e per far si che nessun distanziamento possa fermare la passione arbitrale. Paolo ha poi dato la parola a Marco, che è stato molto abile a catalizzare l’attenzione di tutti i partecipanti.
Di Bello ha iniziato il suo intervento sottolineando quanto sia importante per un ragazzo intraprendere l’attività arbitrale ad una giovane età. Ha poi proseguito inquadrando e approfondendo gli aspetti fondamentali dello svolgimento dell’attività arbitrale: “Per crescere nel nostro mondo sono fondamentali la conoscenza del regolamento e la preparazione atletica, che rappresentano la base della nostra attività.
Ha così proseguito: “Non bisogna avere rimpianti su nulla, ogni risultato che si costruisce deve essere realizzato impiegando il massimo delle proprie forze. Ricordatevi sempre che i benefici di questo ‘mestiere’ sono molteplici: acquisizione di sicurezza nell’esprimersi, capacità di prevenzione, gestione della pazienza, allenamento della concentrazione, accettazione dell’errore. Tenete presente che l’errore non è un problema, fa parte del gioco e non deve fare paura.
Occorre imparare quando viene commesso uno sbaglio perché il vero danno che si può fare è ripetere un errore già commesso”. E ancora: “Ci vuole gioco di squadra, confronto, perché un collega è capace di aiutarci per risollevarci da una sconfitta ed è anche capace di prevenire un nostro errore raccontandoci ciò che ha fatto lui la domenica prima”.
Successivamente ha affrontato il tema della collaborazione in terna: “Gli assistenti devono essere responsabilizzati dall’arbitro, poiché sono le ‘telecamere laterali’, hanno una visione migliore in diverse circostanze di una gara. La leadership è fondamentale, ma non bisogna essere né autoritari né tantomeno troppo democratici, la giusta via di mezzo è una politica partecipativa, in cui decide chi ha visto meglio”.
Ha poi concluso il suo discorso dicendo che “sacrificio, volontà e passione” sono gli ingredienti per raggiungere alti traguardi. Numerosi associati hanno poi posto domande a Marco sui diversi aspetti dell’attività arbitrale. Prima della conclusione della riunione è stato riconosciuto da Prato l’impegno di Marco nel volontariato quale sostenitore e testimonial di meritevoli associazioni quali l’AVIS, l’AIDO e l’ADMO, a dimostrazione dello spessore umano della persona.
Fonte originale: aia-figc.it
