Autore: Alessia Evangelista
Il suo discorso è stato incentrato in particolare sul piano motivazionale e comportamentale e ha messo in evidenza l’importanza della figura del direttore di gara: ha individuato le caratteristiche specifiche del percorso di un arbitro, caratterizzato da tante soddisfazioni e gratificazioni ma anche da possibili fallimenti, da impreviste cadute.
Il pensiero guida che ha proposto ai giovani arbitri è stato che, alla base di ogni successo, vi è sempre una mentalità vincente, che si ottiene quando si riescono a comprendere gli errori che determinano le negatività. Ha proseguito affermando che qualità atletiche, regolamento e serietà comportamentale rappresentano i capisaldi dell’arbitraggio.
Ha poi ripreso alcune frasi dell’allenatore di basket recentemente scomparso Alberto Bucci, uomo coraggioso ed appassionato, per esprimere il concetto che una vita bella preveda che si debba rischiare, che si possano commettere errori e che non ci si debba mai accontentare. E questo, così come nella vita, vale anche nell’arbitraggio. L’unico giudice di ogni arbitro è solo se stesso: quando una gara va male, il giudizio non è rivolto all’arbitro, ma alla prestazione ottenuta in quella giornata.
Una gara negativa non corrisponde ad un arbitro scarso e un arbitro forte è colui che si sa rialzare dopo un fallimento perché è nell’errore che ci si misura veramente. In conclusione, questo il messaggio finale dell’ospite: essere credibili stando vicini all’azione, applicare al meglio il regolamento, avere un comportamento adeguato sia dentro che fuori dal campo, perché per ricevere il rispetto, bisogna anzitutto manifestarlo.
Le sue parole sono riuscite ad arricchire i giovani arbitri e hanno suscitato interesse e partecipazione. Mirko Zannier ha concluso il discorso augurando a tutti di divertirsi sempre. In gallery: 1. 2. 3. Zannier e la numerosa platea della Sezione di Lecce4.


Fonte originale: aia-figc.it
