A Lezione con D’Addato e Perdonò

Autore: Riccardo Panarese

Ospiti di prestigio per la sezione salentina giacchè giovedì 10 febbraio, in occasione della Riunione Generale del mese, sono intervenuti Leonardo Perdonò, Componente dell’Area Perfezionamento e Valutazione e, dopo 5 anni, il gradito e atteso ritorno a Lecce di Pasquale D’Addato, Componente Area Studio Comunicazione e Marketing.

Alla presenza degli arbitri nazionali e dei regionali al gran completo, la sala si presentava stracolma in un mix di giovani-anziani attenti e coinvolti dai “super oratori” che il Settore Tecnico ha voluto assegnarci. Da non dimenticare i 24 nuovi immessi, che il Presidente, Nichi Pascariello, in apertura ha voluto omaggiare con un sentito e caloroso applauso da parte di tutta l’assemblea per il benvenuto nella “famiglia AIA”.

Ha dapprima preso parola Leonardo Perdonò, che con il sussidio multimediale ha illustrato numerosi episodi inerenti la Regola 12, con le relative considerazioni finali facendo emergere chiaramente la mission dell’Area di Formazione degli arbitri che mira a raggiungere un’uniformità di giudizio dalla Serie A fino ai campionati minori, compresi quelli del Settore Giovanile.

Finalmente gli arbitri dell’OTS potranno tranquillamente analizzare le prestazioni degli arbitri delle categorie superiori ed eventualmente prenderne spunto. Successivamente la parola è passata a Pasquale D’Addato, che dopo aver portato i saluti del Responsabile della Scuola Arbitrale Alfredo Trentalange e del Presidente CRA Puglia Raffaele Giove, visibilmente commosso, ha elogiato il numero di presenze di giovani in sala, ricordando che loro sono il futuro della nostra Associazione.

Ha ricordato la sua precedente visita nella Sezione di Lecce, allora da capo degli arbitri pugliesi, rimarcando i piacevoli ricordi che evoca quella indimenticabile esperienza. Importante il passaggio del “crederci sempre”, credere nelle proprie potenzialità, essere ottimisti, essere leader ed avere un sogno: San Siro! Un sogno che possono raggiungere tutti, chi da arbitro, chi da assistente, chi da osservatore. Non è sufficiente “fare l’arbitro” ma bisogna essere Arbitri.

Arbitro, con la A maiuscola, onesti, altruisti, fare vita da atleta, porta un giovamento nel lavoro o nel rendimento a scuola, nella vita di tutti i giorni e negli affetti. La vita è un sacrificio, lo è anche l’arbitraggio ed infatti “solo con i sacrifici si raggiunge il successo”, questo il messaggio di Pasquale D’Addato ai giovani leccesi.

Successivamente si è passati ad analizzare alcuni filmati inerenti casi limite sul fuorigioco con le direttive impartite dal Settore Tecnico a tutti gli arbitri per non trovarsi mai impreparati di fronte a nuovi episodi.

Fonte originale: aia-figc.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto